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PENAMOA


Questo brano tratto dal copione del film I Figli della violenza di Luis Buñuel (1950) oggi funge da punto di partenza e di riferimento della grande problematica che avvolge il mondo degli emarginati. Dove la città scompare, dove la vita urbana si distrugge e si mescola con le zone industriali, con il paesaggio o con le arterie del gran traffico: là è dove spesso possiamo individuare insediamenti di maggiore o minore portata, dove la sussistenza diventa uno scopo giornaliero.


Baraccopoli, insalubrità, disattenzione, mancanza di servizi urbani, delinquenza, emarginazione… Sono degli ingredienti che spesso vanno di pari passo da queste parti. Benché le circostanze varino in funzione di ogni caso specifico, da quando ogni singolo abitante vive in una borgata emarginata deve sempre affrontare gli stessi problemi e le stesse mancanze. Quest’opera documentaria tratta di come si sviluppa la vita in una borgata e di come si presenta il futuro, l’educazione dei figli, il lavoro e i rapporti personali.




PENAMOA 1984-2008


Penamoa fa parte dell’intrastoria della città di A Coruña, sita nel nordovest di Spagna. Sin dagli anni ottanta la stampa l’ha nominato “il più grande supermercato della droga del Mar Cantabrico”. È strategicamente situato nella periferia urbana in modo tale che appena si possa avvistare l’insediamento, i cui tre nuclei differenziati si estendono sul fianco della montagna lungo un percorso di mezzo chilometro circa. È impossibile scorgere Penamoa dalla città, ma la sua fama lo identifica con zingari, emarginazione e droghe.


In questo documentario, spinti dalle pressioni sociali, gli abitanti di Penamoa ci mostrano i loro visi e le loro case e parlano sulla realtà di cui fanno parte. È una realtà che nessuno desidera, la maggioranza degli abitanti vivono nella borgata sin da piccoli, hanno visto morire i loro avi e nascere i loro figli, le loro testimonianze riflettono un modo di vivere che non ci lascia indifferenti e che speriamo che la società riesca quanto prima a eliminare.


In ottobre 2007 il Comune ha iniziato lo smantellamento delle baracche e i cittadini di A Coruña hanno risposto con un secco rifiuto. Sul punto di abbandonare queste condizioni di vita, su uno sfondo bianco, e decontestualizzati dal loro ambiente, gli zingari ci parlano sul loro passato, sulla loro infanzia in borgata, sui problemi per riuscir a far crescere i loro figli… E anche su come si immaginano il mondo verso cui camminano, un mondo che noi conosciamo perché è il nostro.


L’asepsi di questo confessionale facilita l’analisi del processo di inserzione sociale. Parallelamente un’attività didattica sviluppata con i più piccoli del luogo mostra qual’è il loro principale valore per il futuro, l’educazione. È là dove grandi e piccoli ricevono l’aiuto che richiedono alla società e dove ripongono ogni loro speranza per il futuro.